Genova. Al Tar contro la doppia bocciatura alla Maturità studentessa dislessica vince e viene risarcita

I giudici hanno fissato l´indennizzo in duemila euro, riconoscendo il torto subito dalla giovane a cui non sono state applicate le "misure dispensative". La commissione esaminatrice non ha tenuto conto delle difficoltà della giovane.
Lo Stato deve risarcire una studentessa genovese dislessica che venne bocciata per due volte alla maturità del Liceo classico e scientifico paritario "Vittorino-Bernini". In entrambi i casi fece ricorso sostenendo che la commissione ministeriale non aveva tenuto conto delle sue difficoltà e per tutte e due le volte i giudici del Tar le diedero ragione. Al terzo tentativo venne promossa e nei giorni scorsi, ancora il Tribunale Amministrativo Regionale gli ha riconosciuto il diritto a ottenere un risarcimento per il torto subito. Si tratta di solo duemila euro, mille per il danno morale e mille per quello materiale, ma rappresentano un precedente importante in grado di fare giurisprudenza.
I giudici hanno ricondotto il danno subito dalla studentessa, difesa dall´avvocato Raffaella Rubino, alla «mancata applicazione (da parte della Commissione esaminatrice, ndr) delle prescritte misure dispensative e compensative, ha privato la studentessa, per due volte consecutive, della possibilità di sostenere regolari prove d´esame, potenzialmente incidendo sull´esito negativo della valutazione».
Il ministero si è difeso sostenendo come non fossero state adeguatamente evidenziati i criteri "dispensativi". Il Tar replica però che «l´amministrazione era obbligata ad applicare le particolari misure previste per gli studenti dislessici, non soltanto in conseguenza del provvedimento del giudice, ma direttamente in ragione delle disposizioni legislative e regolamentari che governano la materia, già in occasione del primo esame sostenuto dalla ricorrente».
Il Tar ha stabilito un risarcimento basso perché a fronte di richieste della studentessa dovute a stress e altre patologie provocate dalla doppia bocciatura «manca, in definitiva, l´allegazione di qualsiasi elemento probatorio a carattere medico-legale che valga a dimostrare una effettiva lesione all´integrità fisica e psichica della ricorrente, tale da renderla del tutto o parzialmente inabile alle attività della vita quotidiana».
Il Tar ha respinto anche una richiesta per mancate chances. La studentessa ipotizzava una risarcimento pari a due anni di lavoro retribuito come funzionario pubblico. Ma i giudici scrivono: «La prospettazione difetta di concretezza... poiché il reperimento di un impiego quale funzionario della pubblica amministrazione, non presupponendo il mero possesso del titolo di studio, bensì il superamento di concorsi che premiano solamente i candidati più meritevoli, appare eventualità troppo lontana nel tempo e aleatoria da poter essere valorizzata ai fini risarcitori».
di Marco Preve
(Press-In anno IV / n. 507 - La Repubblica del 03-03-2012)

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